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  CINQUE DOMANDE ALLA PRESIDENTE

11/07/2021

 

Visibilmente soddisfatta per la riuscita dell’evento dei quarant’anni di Avo Casale la presidente Marina Pagliano. Soddisfatta a ragione, perché realizzare una festa senza esperienze pregresse e in un contesto come quello attuale non è un impegno da poco. Ecco, a caldo, le sue impressioni.

 

Come è andata la festa per il Quarantennale?
Direi che è andata bene. Una festa riuscita, grazie all’aiuto del Consiglio tutto e anche di chi al di fuori si è dato da fare. Ero perplessa e temevo uno scarso interesse a partire dai volontari, la pandemia purtroppo ci ha tenuti lontani dal nostro servizio, e da parte anche della città. Invece così non è stato. In relativamente poco tempo siamo riusciti non solo a ritrovarci e a dar vita fra di noi ad un gruppo di lavoro, ma anche a coinvolgere quella parte di Casale più sensibile al discorso del volontariato.

 

Sei soddisfatta?
Molto soddisfatta! Non finirò mai di ringraziare tutti quelli che mi hanno supportato nella realizzazione di questo progetto. Come ringrazio il Comune di Casale che ci ha offerto la prestigiosa location del chiostro di Santa Croce, una location che fa la differenza e ringrazio anche tutti coloro che hanno risposto al mio invito, dalle autorità cittadine, ai relatori, ai volontari di ieri e di oggi. La festa era un punto interrogativo che si è risolto con un “sì” pieno.

 

Ci sono state tante difficoltà nell'allestimento?
Certo che sì. Non è stato semplice organizzare un evento senza esperienza, in più in un periodo ancora di restrizioni sanitarie a causa della pandemia e nel mese di luglio quando la gente, dopo più di un anno di fermo, ne approfitta per muoversi. Abbiamo dovuto misurarci con normative anti Covid, con la difficoltà di reperire ospiti e volontari e anche con le nostre scarse competenze. Quando abbiamo iniziato non avrei creduto di farcela…

 

La “cosa” che ti ha fatto più piacere?
Veramente non ce n'è solo una. Mi ha fatto un piacere immenso, in primis, ritrovare tanti visi di volontari del passato, volontari che io stessa ho invitato, ma non pensavo venissero. Una prova non solo di un’affezione profonda nei confronti dell’associazione, ma anche che non hanno dimenticato la loro esperienza in Avo. Poi mi ha lasciata senza parole la targa che mi è stata consegnata da FederAvo. Proprio non me l’aspettavo e per questo è stata una piacevole sorpresa. La terza “cosa bella” è stata la lettura di brani scelti del libro, da parte di Giorgio Milani. Davvero toccante.

 

Qualche neo?
Uno solo: la mancanza dell’Asl di Casale. Avevamo invitato il responsabile, ma non poteva. Mi aspettavo mandasse qualcuno al posto suo, come ha fatto il sindaco che era all’estero. Ma così non è stato. Peccato, perché noi siamo volontari ospedalieri a tutti gli effetti. Non solo quindi la presenza dei vertici dell’Asl era importante, ma l’evento avrebbe potuto essere anche l'occasione per avere delle risposte concrete sul nostro futuro all’interno dell’ospedale di Casale.

 

 

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